«Ogni scriba divenuto discepolo del regno dei cieli è simile ad un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche» (Mt 13,52)
N.1 - Gennaio-Febbraio 2003
Articolo precedente Articolo succcessivo Stampa l'articolo

In memoriam

Padre Giovanni Giorgianni, animo di fanciullo e di poeta

Padre Giovanni Giorgianni era nato a Bronte, Catania, il 4 gennaio 1924. Entrato giovanissimo nella Compagnia di Gesù, veniva ordinato sacerdote nel 1953. Laureato in lettere e teologia spirituale, aveva svolto compiti apostolici di grande responsabilità, era stato dal 1970 al 1975 Rettore del Collegio di Messina e Provinciale della Provincia siciliana dei Gesuiti. Erano gli anni di più intenso travaglio, di più coraggioso rinnovamento, ma anche di forti tensioni per la Compagnia di Gesù. Il Padre Giovanni ha vissuto interiormente questa vicenda con grande profondità spirituale, e certamente anche con sofferenza.
Dall’ottobre del 1975 è destinato alla Radio Vaticana dove si dedica con passione e competenza alla direzione del programma formativo culturale Orizzonti Cristiani.
Dal 1979, per oltre 15 anni, P. Gianni Giorgianni ha seguito l’itinerario apostolico di Giovanni Paolo II in tutto il mondo, partecipando a ben 32 viaggi come inviato della Radio Vaticana. Si è spento dopo una lunga malattia il 22 settembre 2001.
Ha comunicato a innumerevoli persone, innumerevoli ascoltatori, con la sua voce calma e insieme intensa, il messaggio di un Dio che ci ama, che è ricco di misericordia, che ci insegue continuamente con il suo amore.
Letterato raffinato e scrittore di vaglia ha pubblicati diversi romanzi, ricevendo anche il riconoscimento di vari premi letterari. P. Federico Lombardi scrive: «Non è un caso che il suo ultimo romanzo, probabilmente il più bello, si intitoli L’amore che inseguiva, e parli dell’amore di Gesù che insegue per tutta la vita il centurione che ha assistito alla sua crocifissione, finché egli non si arrende al suo amore. L’amore che ci spinge e ci insegue, di cui parla San Paolo nella 1 Lettera ai Corinzi».
Padre Giorgianni lascia un universale rimpianto tra quanti lo hanno conosciuto e tra la vastissima schiera dei suoi ascoltatori che ne hanno intuito, attraverso l’ascolto della voce, la grande sensibilità umana e la profonda spiritualità sacerdotale. «Di lui, al quale il Signore ha voluto riservare prove e sofferenze fisiche e morali, ricorderò con ammirazione la semplicità del suo animo di fanciullo e di poeta e la sua capacità di ammirare, il suo stupore sempre rinnovato per le miserie e le meschinità altrui, il suo sguardo attento e compassionevole sul mistero del cuore umano», scrive P. Pasquale Borgomeo.
E ora lasciamoci guidare dal P. Giorgianni nella preghiera: «Non esiste più il peccato, non esiste più la morte, quando l’amore ha invaso l’anima. Non esiste più tristezza o ansia o timore, quando è scesa la fiamma dello Spirito Santo che ha rinnovato la faccia della terra. Anche noi aspettiamo quella fiamma e quel rifacimento, nonostante l’oscurità che acceca i nostri occhi sulle regioni di Dio. Numeriamo giorni e pene, viviamo ogni momento la consapevolezza della nostra condizione piena di contrasti. Le gioie, le speranze, le paure. Ma il cuore si acquieta solo in un pensiero che compendia tutta l’esistenza e le sue domande senza fine: crediamo nel Dio della vita - il Dio non dei morti, ma dei viventi. Il suo volto apparirà in quel giorno sconosciuto che egli custodisce nella memoria del suo cuore eterno. Il volto in cui ogni cosa si rivela e acquista senso. Il volto chiaro di Gesù amico». Il volto chiaro di Gesù amico ora è davanti al Padre Giovanni. Nella luce di quel volto chiaro speriamo di ritrovarci insieme, Padre Giovanni.

(Tratto dal ricordo di Padre Pasquale Borgomeo S.I., Direttore Generale della Radio Vaticana, pubblicato su Radio Vaticana Programmes, Nov. 2001 e dall’Omelia di P. Federico Lombardi, S.I., direttore dei Programmi della Radio Vaticana, per le esequie celebrate nella Cappella della Curia Generalizia, il 22 settembre 2001).

Cerca
La frase
S. Caterina da Siena